Andrea Monesi è nato a Novara il 20 agosto 1991.

Fin da tenera età assapora l’amore per il buon cibo. I ricordi della prima infanzia corrono tutti alla cucina di casa. Vicino alla stufa, mentre nonna preparava il pranzo o sotto il tavolo dove, secondo la tradizione veneta, tirava la sfoglia per i cappelletti. Poi le lunghe vacanze in famiglia oltralpe: a Brest in Normandia, a Juan-les-Pins in Costa Azzurra, suggellate da cene a base di enormi plateaux de coquillage e pesce crudo.

Per assecondare la famiglia, che sognava seguisse le orme del padre chirurgo, frequenta il primo anno di liceo scientifico, ma la passione per la cucina ha la meglio e Andrea approda all’istituto alberghiero “Mario Soldati” di Gattinara. Qui, precocissimo, fa le prime esperienze in cucina, facendosi notare ben presto al Concorso “Diventa una stella con Grana Padano”, una sorta di campionato nazionale dei futuri chef italiani, che vince, nel 2011, distinguendosi fra gli studenti di oltre 90 istituti di tutta Italia.

Non ancora maggiorenne, si cimenta con la grande cucina a Meina, a due passi dal lago, presso il ristorante Novecento di Matteo Vigotti, dove lavora per una stagione, affrontando brillantemente la sfida della pasticceria. Frequenta quindi il Master di cucina, presso l’Università di Pollenzo, nel Cuneese, dove ha modo di conoscere tutti gli chef stellati piemontesi. Per poi approdare ai fornelli, accanto a una delle Stelle più solide del territorio, Marta Grassi, del ristorante Tantris di Novara, Stella Michelin dal 1999. 20 posti in sala e una cucina piccola e curata, dove Andrea ha l’occasione di apprendere moltissimo, collaborando in piena armonia con la chef, per oltre un anno e mezzo. Nel 2013 Andrea arriva alla Locanda di Orta. Per cinque anni lavora come sous chef a fianco dello chef Fabrizio Tesse, con cui, con tenacia e determinazione, alla fine del 2014 (Guida 2015) conquista la prima Stella Michelin. A gennaio del 2018 passa alla guida, come chef della Locanda di Orta.

Andrea è un ragazzo giovane, di poche parole; ma dotato di maturità, concentrazione, rigore ed etica del lavoro, che fanno di lui più di una promessa.
Sa bene che, gestire la cucina di un ristorante gourmet è un’esperienza di grande responsabilità, dove occorre “buttarsi”, non pensare solo ai piatti, ma all’impresa nel suo complesso: staff, materie prime, soddisfazione del cliente; capacità di gestire più livelli e situazioni.

Ovviamente è dai piatti che ha dovuto partire, per iniziare a costruire la sua nuova, prima, vera “carta” personale. Sono i sapori, i gusti e i profumi cristallizzati nell’infanzia ad affiorare e dialogare fra loro, quelli che ama, che lo hanno accompagnato nella crescita e una semplice, ma non scontata, domanda: “Cosa mi piacerrebbe mangiare in un Ristorante Stellato?”.
I suoi piatti traggono ispirazione da una cucina essenziale, elegante, con pochi elementi, ben definiti; che poggia le basi sulla tradizione e dove la tecnica è importante.

Predilige cotture prolungate e a bassa temperatura, che consentono di mantenere integre le caratteristiche degli alimenti. La sferificazione, che gli permette di reinserire nei suoi piatti alimenti come la frutta, ad esempio, comunemente utilizzata in pasticceria.
E’ così che i piatti della tradizione novarese e piemontese, incontrano spunti della cucina veneta; terre di acqua e di campagna e suggestioni oltre confine: con i sapori dolci, iodati e sensuali delle delizie del mare. I piatti della tradizione rinascono, rivisitati e reinterpretati in forme, profumi e consistenze innovative, in cui, anche gli ingredienti più classici trovano nuova dimensione e identità, in preparazioni e associazioni mai banali.

Ricerca continua, studio, passione e dedizione, maestria e pulizia non comuni e una sana ambizione fanno la cucina di Andrea carismatica e creativa.
Banditi fronzoli e orpelli fini a se stessi, il gusto è il protagonista assoluto.